19 novembre 2005 

Marcia per La Casa. Protesta di Fronte alla Regione Lazio

Dal quartiere di Tor Marancia dove si sono accampati da una settimana hanno marciato fino sotto alla sede della Regione Lazio. Impossibile pagare un affitto figuriamoci un mutuo. Sono in centinaia, con tanto di passeggino e bimbi a seguito, hanno manifestato per il caro affitti e l'emergenza casa. Arrivano dal Marocco, dall'Ecuador ma ci sono anche tanti italiani, romani che sono stati sfrattati e adesso hanno allestito una tendopoli a Tor Marancia. Dormono in tenda, al freddo e rimarranno accampati finché non gli sarà concessa delle istituzioni almeno una delle palazzine della regione di Via Casal de Merode. Si tratta di patrimonio delle ex Ipab, palazzine ristrutturate con i soldi del Giubileo e lasciate vuote da anni. Mercoledì era in programma un incontro tra sfrattati e Regione Lazio, ma i senza tetto non sono stati ascoltati:

"Mercoledì scorso l'incontro con la regione è saltato, a fronte dell'emergenza abitativa che c'è a Roma - continua una rappresentante del Comitato per la Casa - lasciare vuoti degli edifici ristrutturati con i soldi del Giubileo è un offesa per tutti i senza tetto"

"La gente sta a dormire per strada, a Roma comprare casa e accendere un mutuo è diventato impossibile, per non parlare degli affitti. E' uno scandalo che ci siano case di enti pubblici inutilizzate. La Regione ci deve dare una risposta."


In piazza non c'erano solo gli sfrattati di Tor Marancia, a manifestare in via Cristoforo Colombo sono scesi in strada anche gli immigrati del residence Bravetta che saranno presto sfollati, così come le associazioni che si battono pre il diritto alla casa e che hanno messi in piedi, in segno della protesta, una tendopoli a due passi da Piazza Venezia.

Romano

18 novembre 2005 

Rapina al Supermercato. Incastrati dalle Telecamere

Lo avevano fatto altre volte ed erano riusciti sempre a passarla liscia. Questa volta però i Carabinieri li hanno riconosciuti nelle immagini a circuito chiuso del sistema di videosorveglianza del supermercato.
Due facce note ai militari che non hanno fatto fatica a riconoscerli e a recuperare il bottino.
I due pregiudicati romani di 36 e 24 anni avevano rapinato il Todis di via di Forte Braschi a Montespaccato, poco prima dell'orario di chiusura. A volto scoperto, indossando caschi e con una pistola erano riusciti a farsi consegnare il denaro della casse davanti ai clienti e ad alcuni bimbi per poi fuggire su una moto rubata in precedenza. Ma i ladri non avevano fatto i conti con i nastri del sistema di sorveglianza che proprio durante la rapina hanno registrato la loro visita. Una ingenuità pagata cara, visto che i militari hanno riconosciuto nelle immagini uno dei due protagonisti peraltro già sottoposto all'obbligo della firma per un altro procedimento penale.L'arresto ieri notte, i Carabinieri di Montespaccato hanno aspettato il pregiudicato sotto casa. L'uomo era in compagnia del complici e sono finiti così in manette tutti e due.
Parte della refurtiva è stata recuperata, il resto secondo l'ammissione dei due rapinatori era già stato usato per coprire i debiti legati al consumo di droga. I militari hanno recuperato anche gli abiti e la moto usata per il colpo, prove che verranno utilizzate al processo. I due sono stati denunciati a piede libero, gli investigatori stanno ora verificando se i due hanno effettuato altri colpi allo stesso supermercato e ad altri eserizi di zona.

17 novembre 2005 

Volevano Colpire a Roma. Presunti Terroristi Arrestati.

Erano considerate cellule dormienti, i servizi segreti italiani li seguivano da tre anni perché collegati al gruppo salafita per la predicazione del combattimento, una delle organizzazoni più fedeli ad Osama Bin Laden implicata nell’attentato di Casablanca del 2003 e di Madrid dello scorso anno. Soprattutto un gruppo obbediente alle regole del fondamentalismo, ovvero persone pronte al sacrificio e quindi ad un attacco kamikaze in qualsiasi momento.
I ros li hanno fermati a Brescia, tre algerini che da dormienti stavano preparando un attentato. uno di loro, è stato intercettato mentre trattava l’aquisto di esplosivo per la confezione di cinture pronte per un attentato suicida a Roma, Napoli o Brescia.
I tre erano già noti al sismi e oggi si presentano davanti al giudice per la convalida dell’arresto prima del processo. Erano in italia da tempo e si fingevano immigrati ai limiti della società come ce ne sono tanti. invece secondo la ricostruzione degli investigatori tenevano contatti con cellule terroristiche in Algeria a loro volta collegate direttamente con Al Queda. Un gruppo operativo quindi e potenzialemnte pericoloso, uno dei tre era stato già segnalato in campi di addestramento in Afghanistan Cecenia e Georgia, dove ha imparato a maneggiare esplosivi e confezionare cinture bomba, anche un altro del gruppo aveva legami con gruppi integralisti in Francia e Norvegia.

Arshan

16 novembre 2005 

Tromba d'Aria a Ponte Milvio

L'inverno ha deciso di farsi sentire. Dopo settimane di sole e temperature ben al di sopra della media il freddo sta arrivando, e quel che è peggio si è fatto precedere da una vera e propria tempesta. La scorsa notte la zona dello stadio Olimpico (a cui si riferiscono le immagini) è stata battuta da una tromba d'aria che ha causato un pesante bilancio di danni e disagi: 10 le auto danneggiate dalla caduta di rami e tronchi, quasi cento gli alberi sdradicati, un asilo, quello di via Tullio Martello, chiuso per un pino di 25 metri che minaccia di sfondare il tetto.
Stamattina gran lavoro per i Vigili del Fuoco che hanno dovuto rimuovere le decine e decine di rami di platani e pini spezzati dal vento. Parte del lungotevere Maresciallo Diaz è stato chiuso fino alle 10:00. Il traffico nella zona tra ponte Milvio, piazza Mancini, Tor di Quinto, Corso Francia, Collina Fleming e Flaminio è andato in tilt per tutta la mattinata. La congestione si è trasferita al centro, e ha spinto il campidoglio ad adottare una misura straordinaria: a causa del gran traffico è stato deciso di lasciare aperta per tutta la giornata la zona a traffico limitata.

Defo

 

Truffa alla Asl. Arrestato Ex Direttore Amministrativo

Falsi mandati di pagamento, società fantasma e 6 milioni di euro spariti, in due anni, dalle casse della Asl Rm C. Soldi della sanità e soldi dei cittadini, truffati alla struttura medica che ha il volume d’affari ed il bacino d’utenza più consistente d’italia.
In manette sono finite 6 persone, tra gli arresti spicca un dirigente; Mario Celotto, ex direttore amministrativo della Asl Rm C, oltre a lui è accusato anche un funzionario addetto ai mandati di pagamento. La truffa è andata avanti per anni con la copertura delle autorita’ preposte al controllo del bilancio. Le persone arrestate potevano praticamente apportare qualsiasi modifica ai conti della asl senza incontrare nessun ostacolo.
I funzionari emettevano falsi mandati di pagamento verso societa’ satellite intestate a dei prestanome che poi andavano direttamente a ritirare il denaro in contanti. Tra le voci in bilancio si trovano ordinazioni di macchinari sanitari o di forniture che in realtà non venivano mai consegnate, i pagamenti però erano effettuati regolarmente. Un sistema di ordinazioni inesistenti ma anche di vecchie fatture che venivano duplicate per incassare il pagamento una seconda volta.
L'ex dirigente amministrativo arrestato che controllava i bilanci delle strutture sanitarie di San Giovanni, Prenestino, Eur e Torrino ha truffato la Asl per 2 anni.
Questa mattina i carabinieri del nucleo operativo sono andati a prenderlo a casa, dovrà ora rispondere insieme ad altre 5 persone di associazione a delinquere, truffa aggravata allo stato e falso in bilancio.

Romano

15 novembre 2005 

Corruzione al Comune. Mazzette per Diventare Italiani

20 mila euro per essere italiani e un giro di corruzione con a capo un funzionario del I Municipio. Un anno di indagini: 161 perquisizioni, 173 indagati e più di 100 persone arrestate. Nella notte tra il 14 e il 15 Novembre la squadra mobile di Roma ha stroncato un traffico di false documentazioni all'anagrafe.
Coinvolti nel giro delle cittadinanze a pagamento anche altri 7 dipendenti comunali tra impiegati e vigili urbani, per anni l'organizzazione avrebbe agito indisturbata e potrebbero essere migliaia i documenti falsi emessi illegalmente. Un volume d'affari che dal 2001 avrebbe fruttato ai falsari circa 2 milioni e 500 mila euro. A richiedere la cittadinanza erano soprattutto stranieri residenti all'estero, per la maggior parte nomadi, c'è anche chi è venuto appositamente da altri paesi per "comprare" i documenti. Il listino prezzi dell'anagrafe parallela partiva dai 1.500 euro per un certificato di residenza, 3.000 euro per una carta d'identità fino ai 20 mila euro per diventare, di fatto, cittadini italiani.
Si poteva ottenere la cittadinanza attraverso l'acquisizione di false paternità o addirittura clonando carte d'identità di cittadini inesistenti. I documenti erano praticamenti perfetti, solo le generalità erano false e in caso di controllo gli stranieri non avrebbero avuto nessun problema.
Il sindaco di Roma Walter Veltroni ha espresso subito il suo apprezzamento per l'operazione condotta dalla magistratura.
Diventare italiani con una mazzetta, da oggi, sarà più difficile.

14 novembre 2005 

Dossier Parcheggiatori Abusivi: Vigili vs Posteggiatori

A chi non è mai capitato di aver a che fare con un parcheggiatore abusivo? Di fronte ad un ospedale, prima di un concerto o vicino alla discoteca del sabato sera?
Ormai i taglieggiatori del posto macchina sono praticamente in qualunque posto affollato.

Una fastidiosa tassa per i cittadini che se viene ignorata, a volte, causa minacce e ritorsioni, può anche capitre infatti che il povero automobilista trovi una sorpresa al suo ritorno, danni che vanno dai graffi alla carrozzeria fino a gomme bucate (mi è capitato un pò di tempo fa).

E' ora di dire basta ad un fenomeno che ormai nella nostra città è fin troppo dilagante; da Piazzale Clodio, al Bambin Gesù, da S.Giovanni a piazzale del Verano, sia di giorno che di notte fuori dai locali i parcheggiatori la fanno da padroni. Un arrogante modo di far soldi alle spalle di automobilisti, che, sfido chiunque a rispondermi, non hanno mai trovato utile la figura del posteggiatore che offre un servizio, di fatto, praticamente inutile per chi guida.
Ci ribelleremo mai alla tassa abusiva al parcheggio? Sembra proprio di no, Roma infatti è l'unica città dove gli abusivi dei posti macchina fanno praticamente come gli pare: non ce ne sono a Londra, non a Berlino, figurarsi a New York, Parigi, Amsterdam, Vienna o Stoccolma.
Lo scorso 12 Novembre i Carabinieri hanno provato a dare una svolta al problema, il blitz ha portato al fermo di 40 parcheggiatori che sono stati multati con un ammenda di 700 euro ciascuno. Ebbene si, il codice prevede come "pena" una semplice multa:

"La sanzione amministrativa può essere contestata e fa ben poca paura a questi taglieggiatori -commenta il comandante dei Vigili Urbani Carlo Buttarelli-, il più delle volte risultano nullatenenti e quindi riescono a non pagare le contravvenzioni. Finché la pena rimarrà soltanto economica ci sarà poco da fare. Se ci fosse in ballo il carcere sarebbe un altro discorso"

48 ore dopo il blitz dei Carabinieri contro la piovra dei parcheggi, poco è cambiato in città. Dopo due giorni i parcheggiatori sono tornati al San Camillo-Forlanini (a cui si riferiscono le immagini) e nei pressi del teatro Marcello. Si tratta soprattutto di romani, napoletani e pugliesi che continuano ad imporre la loro tariffa sul posto auto che in media è di 2 euro.

Insomma, la multa non sembra proprio risolvere il problema e per questo i Vigili del gruppo intervento traffico lanciano un appello agli automobilisti: "denunciate formalmente questi abusi".
A conti fatti, denuncie formali o no, Roma continua ad essere l'isola felice dei parcheggiatori.

Romano

13 novembre 2005 

Gara Di Coraggio: Sedicenne Muore al Portuense

Volevano dimostrare di essere più coraggiosi, hanno "tirato" la frenata oltre ogni limite, le ruote si sono bloccate e le gomme incollate al terreno. A 16 anni il confine tra quello che si può e quello che non si può fare è forse più labile, c'è l'incoscienza e la voglia di essere più forti, di sentirsi grandi, è anche per questo la loro Opel Astra station wagon è finita contro un muro.
E' morto così un ragazzo poco più che
adoloscente, incastrato tra le lamiere, a bordo dell'auto presa di nascosto alla madre. La loro prova di coraggio a tutta velocità è finita contro il cemento che delimita la fine di via Pietro Frattini, nel quartiere Portuense.
Al volante c'era un suo amico, stessa età: 16 anni, sul sedile posteriore un terzo adolescente poco più grande, 17 anni. Entrambi ora sono ricoverati all'ospedale San Camillo. Uno di loro ha un collasso polmonare e si teme per la sua vita.

La prima segnalazione è giunta alle 1,10 alla sala operativa della Questura e dei Vigili urbani qualcuno ha chiamato lamentandosi del forte rumore di auto. Una consuetudine ormai nel fine settimana di via Frattini. La lunga arteria di notte si svuota e diventa uno dei tanti posti della capitale dove si va "tirare". Una "pista" non solo per le auto, ma anche per le esibizioni con moto di tutte le cilindrate, a confermarlo è proprio un abitante di Via Frattini:
"Si sentono spesso rumori di auto ma anche di moto,
dall'una di notte durante i week end si fatica anche a dormire per via del rombo dei motori"



Ma perché rischiare la vita così? Per sentire l'adrenalina? Per apparire più forti? Per conquistare una ragazza? Viene da chiedersi soprattutto se i ragazzi di Via Frattini stavano veramente correndo una corsa clandestina oppure si è trattato di una bravata di giovani annoiati, una gara di "frenate" per imitare i più grandi a chi arriva più vicino al muro senza toccarlo, un pò come in gioventù bruciata, lì c'era un fosso, a Via Frattini invece c'è una barriera di cemento.
"Ho visto auto correre a tutta velocità anche di giorno - dice una signora del quartiere - arrivano come matti fino in fondo e poi sterzano all'ultimo"
Ora gli investigatori della Municipale dovranno accertare se c'erano altre vetture sul posto dell'incidente, appena possibile parleranno con i due feriti per capire cosa è successo esattamente e magari riusciranno a capire dinamica e movente di un gesto così assurdo.
Al momento, infatti, non ci sono testimoni dello schianto. Quando gli agenti del XV gruppo sono arrivati sul luogo dell'incidente, il posto era deserto. Solo i segni della frenata sull'asfalto, due scie diritte che farebbero escludere l'ipotesi della sbandata: forse il ragazzo alla guida stava partecipando ad una gara di velocità e ha visto il muro solo all'ultimo momento. Oppure, come dice un funzionario del XV gruppo, i tre stavano prendendo parte alla prova della frenata.
Quello del Portuense non è l'unico episodio di bravate al volante, anche all'Eur, due settimane fa erano stati fermati due ragazzi di 25 e 29 anni mentre si sfidavano di notte sulla via Cristoforo Colombo, in quel caso, dopo l'inseguimento della polizia, se la cavarono con una maxi multa e qualche ammaccatura alla macchina.

Romano




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