22 febbraio 2006 

Ospedali Romani Sotto Accusa: Fino ad 1 Anno per una Mammografia

Se per fare una moc alla asl Rmh ci vogliono 8 mesi. Se per un’ecografia all’anca per un bambino bisogna aspettarne tre. Fino a 6 per una risonanza magnetica. Se per delle ecografie morfologica e flussometrica che vanno effettuate all’ottavo mese di gravidanza bisogna fare la prenotazione appena si scopre di essere in cinta, allora la sanità romana fa rima con malasanità.

Quelli citati sono solo alcuni esempi dei tempi di attesa a cui si è costretti per fare analisi e esami in alcuni ospedali. A volte i tempi sono così lunghi che- inevitabilmente – si è costretti a ricorrere al privato. E a svuotare il portafogli.

Certo, a volte la colpa è anche dei cttadini, che per uno stesso esame prenotano in diversi ospedali nella speranza di trovare la soluzione ottimale, intasando dunque le liste d’attesa inutilmente. Ma è anche vero che i software dei centri di prenotazione dovrebbero essere riaggiornati e che esistono reali problemi di organizzazione.

Le segnalazioni e denunce dei pazienti sui tempi d’attesa, il mese scorso, hanno portato all’invio di avvisi di garanzia per omissione d’atti d’ufficio ad alcuni dirigenti e manager sanitari. Sotto inchiesta il direttore sanitario del policlinico umberto i, i direttori generali degli ospedali San Giovanni e san Filippo Neri e i direttori generali delle Asl Rma, Rmb e Rmd, tutti in carica tra il 2004 e il 2005. Non solo, per una maxi truffa da 82 milioni di euro al sistema sanitario sono finiti in manette alcuni esponenti di rilievo delle Asl Rmb e Rmc. Ma evidentemente ancora non basta. Le prestazioni sono ancora troppo lente. Citiamo altri dati: per una tac o addirittura semplici esami radiografici bisognava aspettare anche 6 0 7 mesi al Policlinico Umberto I.. stessa storia per le operazioni chirurgiche così dette non urgenti. Una mammografia? Si può arrivare ad attendere quasi un anno.

21 febbraio 2006 

Roma Adotta Kyoto: Tra Sei Mesi Parte la Bio Edilizia

La bioedilizia, a Roma, è legge. Il consiglio comunale ha approvato il testo definitivo che adegua le nuove e le vecchie costruzoni al protocollo mondiale di kyoto sulle emissioni inquinanti e sul risparmio energetico.

Roma è la prima città italiana che recepisce il protocollo, con la delibera comunale parte un processo che avrà piena attuazione tra sei mesi. Sono due le fasi dell’adeguamento, fino al 31 dicembre del 2007 il 15% del fabbisogno energetico di ogni nuova costruzione dovrà essere biocompatibile cioè assicurato da misure tecniche a basso impatto ambientale: mura isolanti, caldaie ad elevato rendimento e basse emissioni, e un sistema di riscaldamento a bassa temperatura.

Dal 1 gen 2008 la normativa si adegua completamente al protocollo, niente più deroghe e copertura del 30% del fabbisogno di ogni edificio assicurata in termini biosostenibili. quindi fonti rinnovabili e pannelli solari per coprire fino al 50% del fabbisogno di acqua calda di uso domestico.

Una riforma radicale che riguarda anche gli edifici esistenti sarà obbligatoria infatti l''installazione di sistemi di regolazione della temperatura interna, di caldaie ad alto rendimento, di sensori per l'accensione e lo spegnimento delle luci nelle parti comuni dei condomini anche con utilizzo di lampade fluorescenti ad alta efficienza.

Roma detiene il primato, in italia, dei pannelli solari installati su edifici comunali come biblioteche, uffici e scuole. purtroppo però sono da record anche gli impianti a carbone per il riscaldamento, ormai fuori legge da 3 anni. si tratta di circa 400 condomini che utilizzano ancora il carbon coke da bruciare per produrre calore. dal primo settembre questo tipo di impianti sono vietati perché altamente inquinanti, dal primo novembre sulla carta sarebebro partiti i controlli dei vigili urbani.severa la sanzione, qualora un impianto non fosse stato convertito ancora a metano o altro i vigili hanno disposizione precisa di sequestrare e bloccare il sistema di riscaldamento. un processo di riconversione ancora in corso, ora più che mai urgente visto che il protoccolo di kyoto è ormai alle porte.




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