11 novembre 2006 

Sanità: Arriva 1 Miliardo in più dal Governo, in Regione Lettera Anonima contro Gargano

Un po’ di ossigeno per le casse sanitarie regionali indebitate ormai di quasi 10 miliardi di euro.
Arriveranno dal governo 8 miliardi e 465 milioni, il fondo sanitario regionale del Lazio servirà per far funzionare asl e ospedali nel 2007.

Rispetto all’anno scorso per la Regione c’è un aumento di quasi un miliardo di euro, parte dei soldi fanno parte di un piano straordinario per le regioni più indebitate e parte arrivano dal dall’incremento della popolazione, soprattutto a Roma, riconosciuto dall’istat. Precisamente arriveranno nelle casse della sanità regionale 932 milioni di euro in piu’.

Nonostante il debito l’esigenza primaria per l’assessore regionale alla sanità Augusto Battaglia e’ quella di ammodernare le strutture ospedaliere. "Il problema finanziario della Regione è dovuto anche ai ritardi nell'investimento negli ospedali, l'obbiettivo è quello di migliorare le attuali strutture ospedaliere" Migliorare le strutture si, difficile capre con quali soldi visto il debito sanitario è di 10 miliardi e di certo i soldi stanziati in piu' dal governo non risolveranno i problemi.

Sul fronte delle indagini alle truffe milionarie alle asl invece, è arrivata alla procura capitolina e ai consiglieri regionali una lettera anonima. Nella missiva ci sarebbero riferimenti a ulteriori persone coinvolte nella truffa sanitaria. Ogni lettera conteneva un chiodo, con allusioni alle responsabilità dell’ex assessore ai trasporti Giulio Gargano, detenuto da quattro mesi e accusato di fare da tramite tra lady asl e la regione, ora in gravi condizioni di salute per una presunta malattia al cuore. Il gip ha disposto una consulenza medica per valutare la richiesta di concessione degli arresti domiciliari o di remissione in libertà avanzata dal legale di Gargano.

La lettera spiega :"il chiodo è stato inviato simbolicamente perchè il primo giorno di presenza in aula di Gargano -ora consigliere regionale- ogni consigliere lo esponga sul banco per inchiodarlo alle sue responsabilita'". Nei giorni scorsi i consiglieri regionali avevano firmato una lettera-appello per la liberazione di Gargano e il consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno all'unanimità in cui si auspica che il sindaco :"si faccia promotore di un intervento immediato teso a garantire lo stato di salute". La lettera anonima polemizza anche su questo intervento :"Quanti detenuti sono nelle stesse condizioni di Gargano? Perchè chiedere la liberazione di un politico che ha rubato miglia forse milioni di euro ai cittadini e alla sanità pubblica?"

Romano

 

Enti e Società Inutili. In Regione la Proposta per Tagliare le Spese

Troppi enti e società collegate alla Regione, troppe cariche, a pagare è sempre il cittadino.
per cancellare gli sprechi Roberto Alagna - consigliere regionale della lista civica marrazzo - ha presentata una proposta di legge per tagliare le spese di 75 enti pubblici e controllati laziali. La proposta prevede un riordino complessivo del sistema. La soluzione prospettata è sicuramente radicale e si basa sulla soppressione di 37 societa che verranno accorpate in un unico ente per settore.

Il costo annuo per le tasche dei cittadini fino ad ora e’ stato di 2 miliardi di euro. Con questo provvidemento, oltre ad un risparmio economico, verrebbe anche eliminata la pratica della spartizione politica delle nomine pubbliche.

La nomine verrebbero fatte solo tra i dirigenti regionali azzerrando, di conseguenza, la spesa degli organi di amministrazione. Il costo, infatti, sarebbe già compreso nella reribuzione dirigenziale. Basti pensare che negli organi degli enti regionali ad oggi si contano 45 presidenti, 167 consiglieri, 39 direttori generali, 189 revisori dei conti e 88 mebri di comitati tecnico scientifici. Secondo lo studio presentato da alagna solo in questo modo verrebbero risparmiati 100 milioni all’anno.

Se il percorso di legge non avrà rallentamenti si tratterebbe, di certo di un buon inizio per contenere l’indebitamento pubblico.

Maddalena Carlino

 

5 Euro per i Tesori di Roma, la Tassa non Piace agli Albergatori

Colosseo, Piazza Navona, Castel Aant’angelo... la capitale è un vero e proprio museo a cielo aperto, e proprio come un museo, presto i turisti dovranno pagare un prezzo per visitarla.

Si tratta della tassa di soggiorno tanto temuta dagli albergatori e prevista da un emendamento alla legge finanziaria proposto ieri dalla commissione bilancio della camera. La norma che verrà presto approvata permette infatti ai comuni di riscuotere dai turisti un contributo che va da un minimo di 2 a un massimo di 5 euro per soggiornare nelle città d’arte italiane. Ma escludendo che le conseguenze di questa tassa pesino solo sugli albergatori perchè e' stata evitata la soluzione che prevedeva il pagamento di un euro per ogni stella. L’obolo finirà nelle casse della giunta comunale che dovrà reinvestire il denaro per la valorizzazione del centro storico.

Favorevole il commento del sindaco Walter Veltroni secondo il quale si è lavorato per trovare un punto di equilibrio positivo. il plauso arriva anche dal dipartimento del turismo di palazzo chigi che vede l’imposta come una risorsa economica che migliorerà i servizi cittadini. Ma il gettone per ammirare le bellezze della capitale potrebbe diventare pero uno stimolo al sommerso o al turismo cosiddetto “mordi e fuggi”. Per questo è malvisto dagli albergatori, d’altronde se si va a vedere come funzione nel resto d’Europa il rischio diventa evidente.

L’unica capitale ad aver introdotto una simile imposta è Parigi, dove la tassa è però di un solo euro mentre a roma sarebbe di 5, e qual è il turista medio che visita la capitale? Spesso famiglie o gruppi che soggiornano in alberghi a due o tre stelle, per i quali l’imposta inciderebbe fino al 20% sulla spesa per il pernottamento. A questo va aggiunta anche la tassa sui pulman turistici che per entrare nel centro storico della capitale pagano già 200 euro al giorno.

Livia Parisi

09 novembre 2006 

8 Arresti per Pedofilia, Abusi su Bimbi Rom

8 arresti e 24 ordinanze di custoduia cautelare contro altrettanti insospettabili accusati del reato piu ignobile: la pedofilia.

Da questa mattina sono partite a Roma ma anche in altre citta italiane le perquisizioni e gli arresti che hanno impegnato oltre un centinaio di uomini della squadra mobile. E' la seconda trance dell’operazione "fiori nel fango" nella quale l’anno scorso la polizia aveva portato alla luce una rete di sfruttamento sessuale e di violenza ai danni principalemte di bambini rom ma anche italiani.

Circa 200 i bambini che avrebbero subito molestie: gli abusi avvenivano principalmente nel campo nomadi di tor fiscale ma anche a villa giulia, in una scuola calcio dell’eur e in alcune abitazioni private. l' ipotesi di reato formulata dalla procura di Roma è
violenza sessuale a danno a minori 36 le persone indagate nella prima fase dell’operazione di cui gia 2 sono state condannate: una a 8 anni e 3 mesi, l’altra a 6 anni e 8 mesi. I pedofili promettevano pochi spicci ai ragazzini che avevano dai 10 ai 14 anni e si vendevano per pochi spicci.

In quest’anno la polizia ha dovuto conquistare la fiducia dei bambini che si sono dovuti aprire agli operatiri per poter rendere possibile la ricostruzione degli episodi di violenza.

I reati contro i minori non sono ancora sconfitti: la notte scorsa l’ulitima denuncia violenza sessuale da parte una bambina rumena di 12 anni che ha racconta di essere stata condotta da un uomo ai castelli romani e lì violentata.

Il comune di Roma ha fatti sapere che per i casi di pedofilia si costituirà parte civile al fianco delle vittime.




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